OpenDay-Diaphora

LatinAutismo all'OpenDay Diaphorà

LatinAutismo partecipa all'OpenDay delle Associazione di volontariato, promozione sociale e culturale che operano sul territorio. Il 23 settembre presso la sede della Diaphorà Onlus, strada di Fogliano 235, Latina.

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Le famiglie che vivono tutti i giorni la disabilità di un figlio spesso si trovano a combattere con molti problemi: dai tagli alla sanità e alle scuole alla fatica di avere riconosciuta un'integrazione sociale e lavorativa, senza parlare poi del carico economico sulle spalle dei genitori. Per dare voce a questi diritti, oggi LatinAutismo Onlus e l'Associazione Italiana Persone Down di Latina stringono un'amicizia e una collaborazione, in un territorio dove c'è ancora tanto da fare per il sociale. Samantha Meini Presidente dell'AIPD e Monia Magliocco Presidente di LatinAutismo Onlus si stringono la mano per unire le forze di due associazioni locali che mirano a sensibilizzare tutte le famiglie, le istituzioni di Latina e provincia, con progetti concreti a favore delle persone disabili di tutte le fasce d'età e tutto ciò che ruota intorno a loro.

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seicolonne.com

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L’AUTISMO DI MIO FRATELLO     CLICK

 

L’autismo non è una malattia, una  malattia prevede infatti una diagnosi ed una cura: DALL’AUTISMO INVECE NON SI GUARISCE.

La “Sindrome dello spettro autistico” coinvolge non soltanto l’individuo che ne è affetto, ma tutta la sua famiglia.

Di autismo, purtroppo, se ne parla poco e male.

Forse i docenti più sensibili e preparati su questo argomento sono quelli della “scuola dell’infanzia” e della “scuola primaria”, mentre nella “scuola secondaria di primo grado” vi è il nulla. 

Per questo motivo un fratello “ipersensibile”, nella scelta della tesina da portare agli esami di stato di terza media, sceglie quale argomento l’ “autismo”, dedicandola non solo al fratellino più piccolo, ma a tutti i bambini/ragazzi che ne sono affetti.

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L'imitazione utilitaristica dei bambini con autismo

Una nuova ricerca dimostra che i bambini affetti da disturbi dello spettro autistico tendono a copiare dagli adulti solo le azioni che ritengono utili, diversamente dagli altri bambini che imitano anche le azioni che giudicano inutili, ma che avrebbero un significato sociale. Il risultato sottolinea alcuni aspetti cruciali dell’interazione tra i bambini autistici e gli adulti di riferimento, ma per comprendere esattamente il significato delle azioni "inutili" per la trasmissione culturale della conoscenza serviranno nuove ricerche.

I bambini con sindrome dello spettro autistico sono in grado di imitare gli adulti, ma selezionando solo le azioni di cui vedono l'utilità, al contrario degli altri bambini che tendono a copiare anche le azioni che ritengono inutili o stupide. È quanto ha dimostrato una serie di test condotti da Antonia Hamilton e colleghi dell’Università di Nottingham, che firmano un articolo apparso sulla rivista “Current Biology”, il cui risultato contribuisce a completare il complesso quadro delle conoscenze sulla funzione sociale dell’imitazione, in particolare per lo sviluppo dell’individuo, sottolineando alcuni aspetti cruciali dell’interazione tra i bambini autistici e gli adulti di riferimento.

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La ricerca suggerisce l’adozione di interventi dietetici specifici

 

Possono fattori ambientali incidere sullo sviluppo dell’autismo? Il tema, da tempo oggetto di ricerche della comunità scientifica di tutto il mondo, è al centro di uno studio pubblicato sulla rivista Microbiome, firmato congiuntamente da Cnr, Università degli studi di Firenze, Fondazione ‘Edmund Mach’ di Trento e Azienda Ospedaliera Universitaria Senese.


La ricerca, coordinata da Carlotta De Filippo dell’Istituto di biologia e biotecnologia agraria (Ibba-Cnr), ha preso in esame la composizione del microbiota intestinale di soggetti adulti affetti da autismo, cioè l’insieme di microrganismi che ‘vivono’ nell'intestino umano. È noto, infatti, che sostanze presenti nella flora intestinale sono in grado di passare la barriera intestinale e produrre effetti sul sistema nervoso.


«Abbiamo analizzato la composizione del microbiota in soggetti che soffrivano di disturbi gastrointestinali, un disagio molto frequente tra le persone affette da autismo. L’obiettivo era caratterizzare i microrganismi presenti, verificare se vi fossero delle diversità rispetto a soggetti sani, individuare eventuali marcatori. Questo tipo di studio analitico è fondamentale per capire se il microbiota intestinale ha un ruolo nello sviluppo della malattia e, in ultima analisi, comprendere l’influenza di fattori ambientali o alimentari», spiega la ricercatrice.

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Lo scopo è indagare la loro correlazione con la malattia

 Indagare la correlazione tra comportamenti stereotipati e disturbi delle spettro autistico. E approfondire un tipo di manifestazione particolarmente frequente nei bambini e ragazzi affetti da autismo, utilizzando sofisticate tecnologie per l’osservazione sistematica di 70 pazienti.


Sono questi gli obiettivi con cui Villa Santa Maria, Centro con sede a Tavernerio (Como) specializzato nella cura e riabilitazione di bambini e ragazzi affetti da autismo e patologie neuropsichiatriche, sta avviando un nuovo studio osservazionale sulle stereotipie nei soggetti affetti da disturbi dello spettro autistico. L’indagine, che prenderà in considerazione i comportamenti motori, sensoriali, vocali e intellettivi dei ragazzi, interesserà i pazienti residenziali e impegnerà 16 educatrici del Centro per un periodo complessivo di 10 settimane.


I ragazzi verranno monitorati nel corso delle loro attività loro attività scolastiche ed educative, che occupano buona parte delle loro giornate. Il progetto, che è coordinato dal dottor Franco Vanzulli, neurologo e neuropsichiatra dell’infanzia e dell’adolescenza a Villa Santa Maria, prevede che i loro comportamenti vengano registrati attraverso 8 body cam affidate alle operatrici e posizionate in modo da non destare curiosità o imbarazzo nei pazienti.

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